Arte e Cultura


In occasione del Raduno del Club Gruppo Campeggiatori Itineranti di Nova Milanese tenutosi in località Casalborsetti, nei giorni 29 maggio/02 giugno 2026, ho ritenuto opportuno redigere queste brevi note su una visita alla vicina città di Ravenna, conosciuta in tutto il mondo per i suoi mosaici bizantini: scintillanti opere realizzate tra il V e il VI secolo, che codificarono le prime espressioni dell'arte cristiana.
Lungi da me l’idea di aver trattato l’argomento in modo esaustivo, mi sono limitato a segnalare, seppur sinteticamente, alcuni dei luoghi, a mio parere imperdibili, anche in occasione di una breve visita del centro storico della città.


I MOSAICI DI RAVENNA


di Pio Rotondo


Adagiata a pochi km dal Mar Adriatico, e sospesa nel cuore della Romagna, Ravenna è uno scrigno d’arte, di storia e cultura con alle spalle un antico e glorioso passato.

A partire dagli inizi del V secolo d.C. Ravenna è stata per ben tre volte capitale: nelle ultime fasi dell'Impero Romano d'Occidente (402-403), durante il regno dei Goti di Teodorico (493-526), e infine sotto il dominio bizantino (553 - 751).
La città è la capitale mondiale del mosaico, custode del più ricco patrimonio di mosaici del V e VI secolo, e vanta ben 8 monumenti dichiarati Patrimonio dell'Umanità UNESCO, nei quali la maestria bizantina trasforma pietre e tessere dorate in spettacolari giochi di luce.

Inoltre, conserva le spoglie del Padre della Letteratura Italiana, Dante Alighieri, e ne mantiene viva la memoria durante l’anno con importanti manifestazioni.

Piazza del Popolo


Piazza del Popolo è il cuore pulsante della città di Ravenna. Da più di sette secoli è sede dei principali palazzi del potere (quello del Comune e quello della Prefettura, un tempo della Legazione Pontificia), insostituibile luogo di appuntamento e di ritrovo per tutti i cittadini.

Piazza del Popolo.
Precedentemente intitolata al re Vittorio Emanuele II, ha assunto questo nome dopo il referendum istituzionale del 1946 che sancì la fine della monarchia e la nascita della Repubblica italiana.
A sinistra il Palazzo del Governo, sede degli uffici della Prefettura.
Sul fondo il Palazzo Merlato, sede del Consiglio Comunale.

Basilica di San Vitale


È uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna, la cui costruzione iniziò nel 532 e terminò nel 547, esemplare capolavoro dell'arte paleocristiana e imperiale romana d'oriente, detta bizantina.

Basilica di San Vitale - Esterno.
L’edificio all’esterno, a pianta ottagonale, è volutamente spoglio.
Il perimetro esterno è ripetuto all’interno.

Basilica di San Vitale - Interno.
L’interno è costituito da un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola sorretta da 8 imponenti pilastri, che formano ampi archi a tutto sesto, creando, al piano inferiore, un camminamento detto “ambulacro”, riservato in passato solo agli uomini, mentre il piano superiore, chiamato “matroneo” ospitava le donne, secondo la rigida divisione tra i sessi nei luoghi sacri, vigente all’epoca.

I mosaici, che si trovano principalmente nel presbiterio, rappresentano scene religiose e imperiali. Le scene religiose riguardano la vita di Cristo, mentre quelle imperiali raffigurano l'imperatore Giustiniano e la sua corte.

Basilica di San Vitale - Cristo Pantocratore.
Situato nell’abside della Basilica, rappresenta Gesù come Signore onnipotente, creatore dell'universo, seduto su un globo azzurro simbolo del cielo.
Veste porpora e oro, colori imperiali, e nel catino absidale offre la corona del martirio a San Vitale, riaffermando il potere divino e imperiale bizantino.

Basilica di San Vitale - Il corteo di Giustiniano.
Eletto imperatore dell’Impero Romano d’Oriente nel 527 d.C., restò in carica fino alla sua morte.
Viene rappresentato con un vestito di porpora e in mano un bacile d’oro, che porge in occasione della consacrazione della Chiesa.
Giustiniano è dotato di un’aureola dorata, anche se non è un santo: la sua figura era molto divinizzata.

Basilica di San Vitale - Il corteo di Teodora.
Di fronte al mosaico del corteo di Giustiniano si trova quello del corteo della sua consorte Teodora, donna dal forte carisma.
L’imperatrice è raffigurata mentre porge verso l’altare un calice dorato tempestato di gemme preziose.
Nobilitante è la decorazione del suo capo: un diadema di pietre e perle orna il suo viso chiaro, in forte contrasto con l’oro che la circonda.
La decorazione degli abiti delle sue dame di corte dà un’idea dello sfarzo, del lusso e dello splendore che caratterizzava la corte di Bisanzio.

Nell’area ottagonale, al centro della basilica, si può ammirare nella pavimentazione la rappresentazione di un labirinto a forma circolare, che parte dalla figura di una conchiglia.

Basilica di San Vitale - Il Labirinto.
La sua iconografia affonda le sue radici nel mito di Teseo che uccide al suo interno il Minotauro.
il cristianesimo rivisita questo mito sostituendo Cristo a Teseo e Satana al Minotauro.
Cristo, con la sua Resurrezione, sconfigge la Morte, cioè Satana.

Mausoleo di Galla Placida


Galla Placidia (386-452), sorella dell'imperatore Onorio, intorno al 425-450, ordinò per sé stessa la costruzione di un piccolo mausoleo che tuttavia non servì alle sue intenzioni poiché la donna morì a Roma nel 450, e lì fu seppellita, all'interno della cappella di Santa Petronilla sotto la basilica di San Pietro.

Mausoleo di Galla Placida - Esterno.
L'esterno è caratterizzato da un'architettura volutamente sobria e modesta. L'edificio ha una pianta a croce (quasi greca) realizzata in semplici laterizi e mattoni rossi con le pareti decorate da archetti ciechi.

All’interno, le decorazioni in mosaico riescono a trasmettere un’atmosfera magica, enfatizzata dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.

Mausoleo di Galla Placida - Interno.
All’interno, al centro della cupola, in un immenso cielo stellato, appare in tutto il suo splendore una croce latina dorata, simbolo di Cristo Sole Nascente.
Negli angoli della cupola si trovano quattro figure alate: leone, aquila, angelo, bue, legate al tema dell’Apocalisse.
Al di sotto della cupola, vediamo quattro lunette, con coppie di Apostoli, vestiti di bianco.

Si narra che la cupola del Mausoleo di Galla Placidia sia stata la musa ispiratrice di un grande classico della musica Jazz. Nel 1932, il celebre compositore statunitense Cole Porter si trovava a Ravenna in viaggio di nozze, e dopo aver visto le suggestive stelle dorate su cielo blu del mosaico, avrebbe trovato ispirazione per la composizione del brano “Night and day”.
Mausoleo di Galla Placida - Il Buon Pastore.
Nella lunetta sull’entrata è rappresentato Gesù, paragonato ad un pastore che si prende cura del suo gregge.
Gesù ha una figura giovanile, senza barba, con la mano sinistra regge una croce e con la destra accarezza una pecora.
Le pecore raffigurano i fedeli cristiani, che seguono Cristo come loro guida.

Mausoleo di Galla Placida - San Lorenzo.
Nella lunetta di fronte all’entrata, il Santo affronta il suo martirio: lo attende un’enorme graticola fiammeggiante.
Reca con sé un libro aperto e la Croce della Salvezza; la via del Paradiso.
Sulla sinistra sta un armadietto con e ante aperte contenente i quattro Vangeli.

Tomba di Dante


Ravenna non possiede soltanto dei tesori artistici, ma è anche custode della memoria di chi ha regalato alla nostra letteratura una vera e propria meraviglia.
È in questa città che è sepolto Dante Alighieri, in quanto è proprio a Ravenna che Dante ha trascorso esiliato da Firenze gli ultimi anni della sua vita, morendo nel 1321.

La tomba di Dante si presenta come un tempietto in stile neoclassico.
All'interno un bassorilievo rinascimentale cattura Dante assorto nella lettura.
Al centro della cappella si trova il sarcofago romano, con un'epigrafe in latino.

Le spoglia del poeta non sono sempre state all'interno dell'attuale tomba: per secoli vennero infatti custodite all’interno delle mura del Convento di San Francesco, così da sottrarle alle mire dei fiorentini che ne reclamavano la proprietà.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo


Teodorico, colto re degli Ostrogoti, fece erigere la basilica tra il 493 e il 526 come chiesa riservata al culto ariano, dedicandola a Cristo Salvatore. Il Sovrano commissionò un ciclo di mosaici col fine di esaltare il suo regno sulla terra e i mari, la sua corte e la figura di Cristo.

L'arianesimo era considerato un'eresia dalla chiesa ortodossa: infatti negava l'essenza divina di Cristo, pur venerandolo come esempio da seguire per la Salvezza eterna.

Finito il regno ostrogoto, con la conquista bizantina della città, dal 561 d.C. la chiesa fu riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia, e dedicata al culto cattolico.
In questa occasione, furono distrutti alcuni dei mosaici paleocristiani e sostituiti con nuovi cicli musivi di età bizantina.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Esterno.
L'esterno è in semplici mattoni rossi. La facciata a capanna è arricchita da una bifora del IX secolo, dello stesso periodo del campanile, e da un portico rinascimentale, eretto nel XVI secolo, con colonne in marmo bianco.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Interno.
L'interno della basilica è diviso in tre navate da 24 colonne in marmo greco (12 per ogni lato).
La navata centrale è larga il doppio di quelle laterali.

Sant'Apollinare Nuovo è decorata con meravigliosi e coloratissimi mosaici, che però non risalgono alla stessa epoca: alcuni risalgono all'epoca del re Teodorico, altri al periodo in cui l'edificio venne riconsacrato al culto cristiano cattolico.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Mosaici.
Il ciclo decorativo realizzato a mosaico occupa le alte pareti della navata centrale che sono suddivise in tre fasce.

Nella fascia superiore, più prossima al tetto, ci sono gli episodi della vita di Gesù tratte dai Vangeli.
Gesù vi compare nella tradizionale iconografia del Cristo imberbe, ad eccezione che nelle scene della Passione, in cui è presentato barbuto.

Nella fascia mediana, tra le finestre, ci sono figure di Santi e Profeti dalle vesti ombreggiate e morbidamente panneggiate.

Nella fascia inferiore, quella maggiormente manomessa, si trova:
- a destra, la raffigurazione del palazzo di Teodorico da cui parte una processione di Santi martiri che si conclude con l'immagine di Cristo seduto in trono;
- a sinistra, la raffigurazione del porto di Classe, l'antico porto di Ravenna, da cui parte una processione di Sante vergini, che si conclude con i tre Re Magi e l'immagine della Madonna in trono col bambino.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Gesù separa le pecore dai capri.
Posta nella parete sinistra, nella fascia alta, la scena riprende il tema del giudizio di Dio. Al centro della composizione è il Cristo giudice, che separa le pecore guidate dall'angelo rosso, simbolico riferimento alla luce del cielo, dai capri posti alla sinistra dove di trova l'angelo blu, simbolo della notte.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Palazzo di Teodorico.
Si trova sulla parete destra.
L'edificio presenta la scritta latina Palatium (Palazzo) nella parte bassa del timpano.
Questo mosaico subì, in età bizantina, notevoli rimaneggiamenti: le figure che ritraevano Teodorico e i suoi dignitari furono cancellate e sostituite da drappeggi appesi tra una colonna e l'altra.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo - Porto di Classe.
Il mosaico con il Porto di Classe si trova nella parete sinistra, proprio di fronte al Palazzo di Teodorico.
Classe era, ed è ancora oggi, una frazione di Ravenna. Il suo nome deriva dal latino Classis, che significa "flotta".
Sin dall'epoca romana, questa cittadina di mare ospitò una flotta permanente e in età bizantina divenne il più importante porto militare d'Occidente.
Nel mosaico sono rappresentate le mura cittadine merlate, alte e possenti, da cui sbucano alcuni edifici molto stilizzati.
All'estrema destra si apre la porta della città, sopra la quale si legge "Civi Classis", Città di Classe.
A sinistra, tra due alte torri in pietra, si intravede l'acqua dell'Adriatico con tre navi.

Battistero Neoniano (o degli Ortodossi)


Il Battistero Neoniano, o degli Ortodossi, è uno dei monumenti più antichi della città.
Deve il suo nome al vescovo Neone che, intorno al 450 d.C., ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso.

Battistero Neoniano - Esterno.
L'edificio si presenta di forma ottagonale, secondo la numerologia che associava il numero otto alla Resurrezione, e in muratura, con lati traforati da una finestra con arco a tutto sesto.
Il monumento oggi è interrato di circa due metri rispetto al livello stradale a causa del cedimento del terreno tipico della zona.

Battistero Neoniano - Interno.
L'interno, articolato in due ordini di arcate sovrapposte, mostra una ricca decorazione tripartita: marmi nella parte inferiore, stucchi nell'area mediana e mosaici in quella superiore.

Al centro, la vasca battesimale ottagonale è in stile rinascimentale, presumibilmente riprende la forma di quella originaria, e si appoggia al pulpito del V secolo in marmo greco da cui il sacerdote impartiva il sacramento.
La vasca era progettata per il battesimo da praticarsi per immersione totale, Sacramento che all'epoca veniva impartito principalmente ad adulti. Il rito prevedeva che il catecumeno venisse immerso tre volte nell'acqua, a simboleggiare la Trinità e la morte/resurrezione in Cristo.

Battistero Neoniano - Cupola.
La cupola è decorata con ricchi mosaici.
Nella fascia più esterna si alternano motivi naturali quali piante e fiori, troni vuoti e altari sui quali è deposto un Vangelo.
Nella fascia mediana emergono le figure dei 12 apostoli che avanzano in una processione guidata da San Pietro e San Paolo.
Al centro della cupola un grande medaglione racchiude la scena del battesimo di Cristo.

Battistero Neoniano - Battesimo di Cristo.
Il centro della cupola è dominato dal mosaico a medaglione raffigurante il Battesimo di Gesù, che è immerso fino alla vita nelle acque del fiume Giordano. Da un lato c'è Giovanni Battista che battezza Gesù, mentre dal lato opposto un anziano, che simboleggia il fiume, porge un panno per asciugarlo.